la collina delle croci in Lituania

La Collina delle Croci è la collina di Jurgaičiai, situata circa 12 chilometri a nord della cittadina di Siauliai, lungo la E77, che collega l’enclave russa di Kaliningrad a Riga, a metà strada tra Riga e Vilnius.

La collina, Kryžiu Kalnas in lituano, è interamente ricoperta di croci di ogni misura e materiale: piccole, minuscole, medie, grandi, giganti, di legno, di metallo, di cemento, semplici, con scritte, con il rosario sopra, con qualche oggetto sopra, dagli orsacchiotti a modellini di aerei. Le più grandi e senza dubbio le più belle sono quelle lignee, opera di artigiani locali, veri e propri maestri nella lavorazione di questo materiale.

Sono ammassate una sull’altra in totale anarchia, senza un filo logico. Quasi impossibile contarle, a volte è pure difficile capire dove finisca una e inizi l’altra. Spesso abbellite dai rosari colorati, appoggiati sopra, da qualche altro ornamento, a cominciare da angioletti, fiori e persino bandiere. Ce ne sono per ricordare familiari defunti e vittime di guerre e attentati, come una dedicata all’11 settembre e le Torri Gemelle. Nel mucchio si distinguono ogni tanto alcuni piccoli altarini, qualche statua della Madonna piangente, qualche angelo in legno, un’enorme Cristo benedicente, con il braccio carico di rosari.

Il percorso

Le passerelle in legno con le scale tranciano in due la sommità, messe lì quasi senza spazio, nascoste dalla foresta di croci. Si può arrivare fino in cima e ammirare il panorama inconsueto. Tra le croci, scendendo, ci sono anche stretti sentieri che permettono di vederle più da vicino. Se ne possono piantare anche di nuove, le vendono le bancarelle all’entrata, e i pellegrini sono soliti lasciarle sul colle scrivendovi sopra il proprio nome, la data e la nazione di provenienza.

La tradizione della Collina delle Croci

Qui vengono gli sposi il giorno delle nozze per chiedere la benedizione della loro unione. Tante sono poi le famiglie di lituani in visita, e altrettanto numerosi sono i fedeli provenienti dai paesi vicini. Sono ormai numerosissimi i turisti che vengono a curiosare da queste parti.

La storia della Collina delle Croci

Quanto alle origini si ritiene che sulla collina vi fosse, già in epoca precristiana, un tempio in cui si praticavano culti pagani.

Le prime croci qui vennero collocate dagli abitanti della zona per commemorare le vittime degli scontri del 1831 e del 1863 tra la popolazione lituana, che protestava contro le vessazioni del regime zarista, e le autorità russe. Diverse persone, nel corso di questi moti insurrezionali, avevano perso la vita per un nobile ideale: quello di rivedere la patria lituana, che in quel momento era solo una piccola parte dell’impero degli zar, risorgere e riaffermarsi nel contesto europeo.

Si racconta, poi, che a fine Ottocento, alcuni fedeli assistettero all’apparizione della Vergine Maria con Gesù bambino e questo trasformò il luogo in meta di pellegrinaggio.

La Collina delle Croci durante il regime sovietico

Durante il regime sovietico, la Collina delle Croci divenne un posto scomodo, in totale opposizione alla dottrina imperante. Inoltre, i lituani avevano cominciato a omaggiare con una croce non solo i familiari defunti, ma anche i connazionali deportati in Siberia.

La collina, con le sue croci, si rese ben presto invisa agli occupanti, che stavano tentando, anche con la forza, di russificare e diffondere l’ortodossia nel paese e mal tolleravano i simboli del cattolicesimo.
Nel corso degli anni il numero delle croci è pian piano aumentato. Anche nel periodo dell’occupazione sovietica (1944-1990) il flusso dei visitatori continuò a crescere a dismisura.

Le croci erano diventate così tante che Mosca ne ordinò la rimozione. Nella notte del 5 aprile 1961, durante un’imboscata, le croci furono distrutte e rimosse dalla collina: quelle di legno furono bruciate, quelle in metallo fuse e quelle di cemento spaccate e utilizzate per la costruzione delle strade. Non ne rimase nessuna intatta.

L’episodio si ripeté altre quattro volte nella storia della collina, ma ogni volta, il sito veniva ricostruito con ancora più ardore dai fedeli lituani. La popolazione riportava le croci di notte e di nascosto, senza curarsi dei pericoli e delle persecuzioni da parte delle autorità.

Il Governo tentò di tutto, bloccò gli accessi alla collina e arrivò a lanciare false allarmi di epidemie nella regione. I lituani non cedettero: ogni volta che le croci venivano distrutte o ritirate, tornavano a collocarle.

Nel 1979 un sacerdote coraggioso convocò una processione dalla sua parrocchia fino alla collina. Il KGB non poté far nulla per impedirla, capendo che sarebbe stato peggio.

Quando cadde l’Unione Sovietica e la Lituania tornò indipendente la collina contava già più di centomila crocifissi e icone sacre, che con gli anni sono andate sempre più aumentando.

La visita di Giovanni Paolo II

Negli anni Novanta fu costruito anche un santuario che ha attirato sempre più pellegrini. uno dei quali fu Giovanni Paolo II, che arrivò qui nel 1993 nel corso della sua visita in Lituania.
Nel corso della visita il Pontefice dichiarò: “La Collina delle Croci costituisce una testimonianza eloquente e un avvertimento. L’eloquenza di quel santuario è universale: è una parola scritta nella storia dell’Europa del XX secolo”.
Celebrò la messa all’aperto su un altare in legno costruito per l’occasione e donò alla collina e al popolo lituano una grande croce di legno con base in granito sulla quale è riportato il suo ringraziamento per questa grande testimonianza di fede, e che si trova all’ingresso del percorso.

Alle spalle della collina si trova un monastero francescano, edificato dopo che il Pontefice espresse il desiderio che qualcuno si occupasse della cura e della manutenzione del sito. Oggi la selva di croci è davvero impressionante, non si sa quale ne sia il numero esatto, ma si stima che siano oltre 400.000.

La leggenda

Ma c’è anche un aspetto leggendario che fa risalire la storia del sito ad un padre, la cui figlia, gravemente malata, stava morendo. Durante la notte egli sognò di piantare una croce su quella collina. Al risveglio lo fece e la figlia guarì.
Oppure, a questa leggenda se ne sostituisce una meno mistica, e si ipotizza che le croci siano il retaggio di un’antica tradizione pagana che voleva la collina disseminata di fuochi sacri governati da giovani vergini.

Qualunque sia l’origine, comunque, la collina porta con sé molti simbolismi. Soprattutto quello di resistenza all’occupazione russa, della sofferenza del popolo lituano e della sua speranza.

Le croci, capolavori di arte e architettura, sono state inscritte nel Patrimonio dei beni immateriali dell’UNESCO.

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3 thoughts on “La Collina delle Croci in Lituania”

  1. Davvero singolare!! Mi hanno sempre affascinata le repubbliche baltiche, il fascino un po’ nordico, un po’ sovietico! Intanto le lascio nella lista dei viaggi da fare 😉

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