la casetta di hansel e gretel a Sant'Angelo di Roccalvecce

Come meta per un weekend nel Lazio, stavolta vi porto con me alla scoperta dei murales della Tuscia, in provincia di Viterbo, tra le sinuose colline che si snodano attorno alla via Teverina.

Siamo a un centinaio di chilometri da Roma, la gita alla scoperta dei murales della Tuscia può essere anche di una sola giornata, ma vi consiglio di restare più a lungo e visitare anche altri luoghi di questa splendida zona, come il bellissimo borgo medioevale di Vitorchiano, il paese fantasma di Celleno, Civita di Bagnoregio la città che muore, Roccalvecce con il Castello Costaguti, Bagnaia con la sua Villa Lante, Soriano nel Cimino col Castello Orsini, Bomarzo con il Parco dei Mostri, la Piramide Etrusca e la necropoli di Santa Cecilia… solo per citarne alcuni. Effettuando questo tour ai primi di giugno è possibile inoltre gustare le deliziose ciliegie locali nelle sagre che si tengono a Celleno soprattutto ma anche a Sant’Angelo.

Come base ho scelto la sosta presso l’area camper comunale di Vitorchiano, che si trova in Largo Padre Ettore Salimbeni, gratuita e dotata di tutti i servizi, elettricità compresa. Nell’area oltretutto è possibile ammirare l’unica statua Moai esistente al mondo al di fuori dell’Isola di Pasqua, ma di questo vi parlerò nell’articolo dedicato a Vitorchiano.

Sant’Angelo di Roccalvecce

Ora partiamo dal paese delle fiabe, Sant’Angelo di Roccalvecce. E’ una piccola frazione del Comune di Viterbo, che non arriva a 200 abitanti, paese rurale nel quale è possibile visitare anche un piccolo museo contadino.

Fino al 2017 Sant’Angelo era un paese dimenticato o del tutto sconosciuto, al di fuori di qualsiasi circuito turistico e delle principali strade, ma grazie all’ACAS (Associazione Culturale Arte e Spettacolo) presieduta da Gianluca Chiovelli, nasce l’idea di un progetto artistico per ridare vita al borgo, trasformando il paese in uno spettacolare museo delle fiabe a cielo aperto, con il risultato di dare anche nuova linfa alla piccola economia locale.

“L’intento principale – cit. ACAS – è quello di riscattare urbanisticamente il piccolo borgo con un progetto a impatto zero (nulla di nuovo è costruito: solo restaurato e abbellito), di rianimare l’economia locale e divenire, inoltre, un punto di riferimento per tutti gli artisti e artigiani della provincia e della regione (scultori, street artist, pittori, lavoratori della pietra, del metallo e del legno)

E così, nel novembre del 2017, grazie all’autofinanziamento e all’impegno degli artisti parte il progetto, qualcosa di completamente nuovo e originale per la zona.

Il primo murales realizzato, che inaugura il progetto, è “I bambini scoprono la favola di Alice”, di Tina Loiodice, artista romana e curatrice della galleria Spazio 40 a Roma.

Il murales della favola di Alice nel paese delle meraviglie misura oltre 70 metri quadrati, ed ha comportato una complessa progettazione prima della sua effettiva realizzazione, avvenuta poi in dieci giorni, dal 27 novembre al 6 dicembre. Simbolico in tal senso è l’orologio del Bianconiglio fissa nel dipinto le 11,27, ovvero il 27 novembre.

Altri rappresentanti della Street Art hanno poi dato vita a numerosi altri murales, raffiguranti numerose altre fiabe. Daniela Lai, Lidia Scalzo, Stefania Capati, Cecilia Tacconi, Isabella Modanese, Gabriel Decarli.

Attraverso un percorso a piedi che si snoda per l’intero paese, è possibile fantasticare davanti ai bellissimi murales (ma anche installazioni, ceramiche e altro) raffiguranti le fiabe e leggende più celebri, senza dimenticare la storia e le tradizioni locali. Grandi o bambini, si vive in un sogno, e si resta affascinati dalla vivacità dei colori, dalle dimensioni, dalla ricchezza e accuratezza dei particolari.

Ad oggi la mappa prevede 17 tappe: Pinocchio e il volo di Civita, Il collo di bottiglia, Pinocchio, Pinocchio irriverente, Le fate di Avalon, Alice nel paese delle meraviglie, C’era una volta…, La spada nella roccia, La bambina e il cantastorie, Il brutto anatroccolo, La fiaba del passato, Gli Gnomi dei Grimm, Il Piccolo Principe, Peter Pan (in corso di realizzazione), La piccola fiammiferaia, Don Chisciotte, Hansel e Gretel.

Oltre ai murales sono in via di attuazione alcuni percorsi, il primo, un cammino medioevale tra Roccalvecce e Celleno, è già stato realizzato, e altri ne seguiranno, in un progetto che darà vita a una serie di “Sentieri dei castelli e delle fiabe”. Altri progetti sono in studio per la scoperta e rivalutazione di siti naturalistici e del folklore locale.

Un piccolo mondo tutto da scoprire insomma, un progetto bellissimo da premiare con la nostra presenza e con cui premiarci.

Castel Cellesi e Vetriolo

Castel Cellesi e Vetriolo sono due piccole frazioni di Bagnoregio, sconosciute ai più rispetto alla famosissima frazione di Civita, ma che si stanno dando anch’esse da fare per la realizzazione di un progetto di riscoperta e crescita turistica che coinvolga e invogli i visitatori di Civita a spingersi nell’entroterra.

Inquadrati nell’articolato progetto del Festival Retrottanta, di Carlo Cozzi e Mirco Delle Cese, in collaborazione con il Comune di Bagnoregio, i murales di Castel Cellesi e di Vetriolo raffigurano i più famosi cartoon giapponesi degli anni ’80. Il piano prevede inoltre dei murales anche per il centro storico di Bagnoregio.

Realizzati da Paolo Corriere, al momento sono tre a Castel Cellesi e tre a Vetriolo, e rappresentano alcuni dei personaggi più amati da almeno un paio di generazioni.  

Passeggiando per Castel Cellesi ci capiterà di imbatterci in Lupin, in Pollon e in Mazinga, mentre a Vetriolo ci attendono Heidi, Sampei e Holly e Benji.

Ma questo è solo l’inizio di un più grande disegno finalizzato alla rinascita turistica ed economica dei piccoli borghi, e, si auspica, possa essere di esempio e stimolo per tutti.

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17 thoughts on “Alla scoperta dei murales della Tuscia: Sant’Angelo di Roccalvecce, Castel Cellesi e Vetriolo”

  1. Il murale con la casetta di Hansel e Gretel è meraviglioso. Mi piace quest’idea di valorizzare i borghi attraverso l’arte, un bel modo per attirare visitatori e non farli “morire” come tanti altri paesi.

  2. Ho gli occhi fissi su Holly e benji!! I miei miti realizzati alla perfezione in un murales. Un tour pazzesco che speriamo di fare anche noi, non appena arriverà il primo camper della nostra vita 😍😍😍😍 non vediamo l’ora

  3. Alcuni di questi murales mi lasciano a bocca aperta, altri catturano comunque la mia attenzione e spiego perché. Gli artisti si sono messi in gioco, hanno donato una parte di loro stessi e meritano tutti la mia stima. Quando fai arte in qualche modo ti rendi vulnerabile, ti esponi anche agli attacchi negativi, per questo ogni artista è coraggioso.

  4. Ma bellissimi questi murales alcuni mi hanno riportato indietro nel tempo come Holly e Benji, Il mio preferito rimane quello di Hansel e Gretel

    1. Si, anche a me è piaciuto molto Hansel e Gretel, non per niente ho usato la casetta di marzapane per la foto di copertina. Mi è piaciuto molto anche Il Piccolo Principe però

  5. Ma è davvero una meraviglia questo posto. Grazie per avermelo fatto conoscere, non ne avevo mai sentito parlare. Adoro questi piccoli paesi ingegnosi, che attraverso l’arte in diverse forme si fa conoscere. Me los segno per la prossima visita nel LAzio. grazie grazie davvero

  6. Amo la street art e la trovo un’espressione artistica molto intelligente e sempre puntuale. Nessun murales è mai fatto a caso. Metto in lista per qualche prossimo giro.

  7. Bellissimo questo post. Io sono una “malata” di murales e sono sempre alla ricerca di progetti come questi da esplorare e fotografare. Dalle mie parti c’è un paese che si chiama Calcio che ha un percorso simile, dove i murales raccontano i mestieri e la vita di quei luoghi nei tempi passati. Il concetto è lo stesso: un percorso di immagini da vivere con il naso all’insù.

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